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Papa Giovanni XXIII

Giovanni XXIII, al secolo Angelo Giuseppe Roncalli, nacque a Sotto il Monte, in provincia di Bergamo, il 25 novembre 1881. Manifestata fin dalla fanciullezza una seria inclinazione alla vita ecclesiastica, il 7 novembre 1892 fece il suo ingresso nel seminario di Bergamo, dove fu ammesso alla terza classe ginnasiale. Avendo proficuamente terminato nel luglio del 1900 il secondo anno di teologia, fu inviato il gennaio successivo a Roma presso il seminario romano dell'Apollinare, dove esistevano alcune borse di studio a favore dei chierici bergamaschi. 

Il 13 luglio 1904, alla giovanissima età di ventidue anni e mezzo, conseguì il dottorato in teologia. Con il più lusinghiero giudizio dei superiori, il 10 agosto 1904, fu ordinato sacerdote nella chiesa di S. Maria di Monte Santo; celebrò la prima Messa il giorno seguente nella Basilica di S. Pietro, durante la quale ribadì la sua donazione totale a Cristo e la sua fedeltà alla Chiesa. 

Lo scoppio della guerra nel 1915 lo vide prodigarsi per più di tre anni come cappellano col grado di sergente nell'assistenza ai feriti ricoverati negli ospedali militari di Bergamo, giungendo ad atti di autentico eroismo. Nel luglio del 1918 accettò generosamente di prestare servizio ai soldati affetti da tubercolosi, sapendo di rischiare la vita per il pericolo di contagio. 

Nel 1925 con la nomina a Visitatore Apostolico in Bulgaria iniziò il periodo diplomatico a servizio della Santa Sede, che si prolungò fino al 1952. Dopo l'ordinazione episcopale avvenuta a Roma il 19 marzo 1925, partì per la Bulgaria con il compito soprattutto di provvedere ai gravi bisogni della piccola e disastrata comunità cattolica.  

Il 27 novembre 1934 fu nominato Delegato Apostolico in Turchia ed in Grecia, paesi anche questi senza relazioni diplomatiche con il Vaticano. A differenza della Grecia, dove l'azione di Roncalli non ottenne risultati di rilievo, le relazioni con il governo turco invece migliorano progressivamente per la comprensione e la disponibilità mostrate dal Delegato nell'accettare le misure ispirate dalla politica di laicizzazione perseguite da quel governo. Con tatto e abilità organizzò alcuni incontri ufficiali con il Patriarca di Costantinopoli, i primi dopo secoli di separazione con la Chiesa Cattolica. 

Durante la Seconda Guerra Mondiale conservò un prudenziale atteggiamento di neutralità, che gli permise di svolgere un'efficace azione di assistenza a favore degli Ebrei, salvati a migliaia dallo sterminio, e a favore della popolazione greca, stremata dalla fame. 

Inaspettatamente, per decisione personale di Pio XII, fu promosso alla prestigiosa Nunziatura di Parigi, dove giunse con grande sollecitudine il 30 dicembre 1944. Lo attendeva una situazione particolarmente intricata. Il governo provvisorio chiedeva la destituzione di ben trenta Vescovi, accusati di collaborazionismo con il governo di Vichy. La calma e l'abilità del nuovo Nunzio riuscirono a limitare a solo tre il numero dei Vescovi destituiti. Le sue doti umane lo imposero alla stima dell'ambiente diplomatico e politico parigino, dove instaurò rapporti di cordiale amicizia con alcuni massimi esponenti del governo francese. La sua attività diplomatica assunse una esplicita connotazione pastorale attraverso visite a molte diocesi della Francia, Algeria compresa. 

Coerentemente al suo stile di obbedienza, accettò prontamente la proposta di trasferimento alla sede di Venezia ove giunse il 5 marzo 1953, fresco della nomina cardinalizia decisa nell'ultimo Concistoro di Pio XII. Il suo episcopato si caratterizzò per lo scrupoloso impegno con cui adempì i principali doveri del Vescovo, la visita pastorale e la celebrazione del Sinodo diocesano. 

L'elezione, il 28 ottobre 1958, del settantasettenne Cardinale Roncalli a Successore di Pio XII induceva molti a pensare ad un Pontificato di transizione. Ma fin dall'inizio Giovanni XXIII rivelò uno stile che rifletteva la sua personalità umana e sacerdotale maturata attraverso una significativa serie di esperienze. Oltre a ripristinare il regolare funzionamento degli organismi curiali, si preoccupò di conferire un'impronta pastorale al suo ministero, sottolineandone la natura episcopale in quanto Vescovo di Roma. Convinto che il diretto interessamento della diocesi costituiva una parte essenziale del Ministero Pontificio, moltiplicò i contatti con i fedeli tramite le visite alle parrocchie, agli ospedali e alle carceri. Memorabile resta il suo “Discorso alla luna”, tenuto la sera dell’11 ottobre 1962 alla folla accorsa in Piazza San Pietro in occasione della prima giornata di lavori del Concilio Vaticano II: il passaggio “tornando a casa, troverete i bambini: date una carezza ai vostri bambini e dite: "Questa è la carezza del Papa!" resta indiscutibilmente uno dei legami di vicinanza più intima e forte che un Pontefice sia riuscito a stabilire con i fedeli.

Il più grande contributo giovanneo è rappresentato senza dubbio, appunto, dal Concilio Vaticano II, il cui annuncio fu dato nella basilica di s. Paolo il 25 aprile 1959. Si trattava di una decisione personale, presa dal Papa dopo consultazioni private con alcuni intimi e col Segretario di Stato, Cardinale Tardini. Le finalità assegnate all'Assise Conciliare, elaborate in maniera compiuta nel discorso di apertura dell'11 ottobre 1962, erano originali:  non si trattava di definire nuove verità, ma di riesporre la dottrina tradizionale in modo più adatto alla sensibilità moderna. Nella prospettiva di un aggiornamento riguardante tutta la vita della Chiesa, Giovanni XXIII invitava a privilegiare la misericordia e il dialogo con il mondo piuttosto che la condanna e la contrapposizione in una rinnovata consapevolezza della missione ecclesiale che abbracciava tutti gli uomini. In quest'apertura universale non potevano essere escluse le varie confessioni cristiane, invitate anch'esse a partecipare al Concilio per dare inizio ad un cammino di avvicinamento. Nel corso della prima fase si poté costatare che Giovanni XXIII voleva un Concilio veramente deliberante, di cui rispettò le decisioni dopo che tutte le voci ebbero modo di esprimersi e di confrontarsi. 

Nella primavera del 1963 fu insignito del Premio "Balzan" per la pace a testimonianza del suo impegno a favore della pace con la pubblicazione delle Encicliche Mater et Magistra (1961) e Pacem in terris (1963) e del suo decisivo intervento in occasione della grave crisi di Cuba nell'autunno del 1962. Il prestigio e l'ammirazione universali si poterono misurare pienamente in occasione delle ultime settimane della sua vita, quando tutto il mondo si trovò trepidante attorno al capezzale del Papa morente ed accolse con profondo dolore la notizia della sua scomparsa la sera del 3 giugno 1963. 

PER SAPERNE DI PIU’

FILM
Giovanni XXIII – Il pensiero e la memoria, documentario di Salvatore Nocita, 2008

LIBRI 

  • L. F. Capovilla, Giovanni XXIII, sette letture, Libreria Editrice Vaticana, SCV 1963.
  • Giovanni XXIII nel ricordo del segretario Loris Francesco Capovilla, intervista di Marco Roncalli, Ed. San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 1994.
  • L. F. Capovilla, Papa Giovanni segno dei tempi, Ed. Paoline, Roma 1967.
  • Giovanni e Paolo, due papi. Saggio di corrispondenza (1925-1962), a cura di Loris Francesco Capovilla, Edizioni Studium, Roma 1982.
  • N. Fabbretti, La storia di Papa Giovanni, Ed. Mursia, Milano 1967.
  • M. Benigni & G. Zanchi, Giovanni XXIII. Biografia ufficiale a cura della diocesi di Bergamo, Ed. San Paolo, Milano 2000.
  • L. Bizzarri, Giovanni XXIII. Il Papa Buono, Edizioni RAI - ERI, Roma 2000.
  • A.G. Roncalli/Giovanni XXIII, Il giornale dell'anima e altri scritti di pieta, a cura di Loris Francesco Capovilla, Ed. San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2003.
  • A.G. Roncalli/Giovanni XXIII, Pater amabilis. Agende del pontefice 1958-1963, ed. critica e annotazione a cura di Mauro Velati, Istituto per le scienze religiose di Bologna, Bologna 2007.

ENCICLICHE 

  • Ad Petri Cathedram (29 giugno 1959): conoscenza della verità, restaurazione dell'unità e della pace nella carità
  • Sacerdotii Nostri Primordia (1º agosto 1959): nel centenario del piissimo transito del santo Curato d'Ars
  • Grata Recordatio (26 settembre 1959): sulla recita del rosario per le missioni e per la pace
  • Princeps Pastorum (28 novembre 1959): sulle missioni cattoliche
  • Mater et Magistra (15 maggio 1961): sui recenti sviluppi della questione sociale
  • Aeterna Dei Sapientia (11 novembre 1961): nel XV centenario della morte di san Leone Magno
  • Paenitentiam Agere (1º luglio 1962): invito a far penitenza per il buon esito del concilio
  • Pacem in Terris (11 aprile 1963): sulla pace fra tutte le genti nella verità, nella giustizia, nell'amore, nella libertà

TELEVISIONE 

  • Il papa buono, miniserie TV del 2003 in due puntate che racconta la vita di papa Giovanni XXIII, interpretato da Fabrizio Vidale(dai 20 ai 45 anni) e da Bob Hoskins (dai 50 anni fino alla morte), per la regia di Ricky Tognazzi

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